L’eccessiva importanza attribuita all’alimentazione, al peso, alle forme corporee e al loro controllo è considerata la psicopatologia centrale sia dell’anoressia nervosa sia della bulimia nervosa. La caratteristica più tipica dell’anoressia nervosa è la severa perdita di peso ed il raggiungimento di peso corporeo molto basso, che può determinare dei gravi rischi per la salute. La perdita di peso è principalmente dovuta alla dieta ferrea e fortemente ipocalorica. Alcuni pazienti per perdere peso eseguono un’attività fisica strenua ed eccessiva portata avanti per molte ore al giorno. Altri per dimagrire si auto-inducono il vomito od usano altre forme non salutari di controllo del peso, come ad esempio l’uso inappropriato di lassativi o di diuretici. Un sottogruppo di pazienti perde il controllo dell’alimentazione e va incontro a delle abbuffate Nella bulimia nervosa i tentativi di perdita di peso sono interrotti da frequenti episodi di abbuffate e ciò spiega perché il peso rimanga generalmente nella norma o lievemente al di sopra o al di sotto della norma. Nella maggior parte dei casi le abbuffate sono seguite da comportamenti eliminativi, come ad esempio il vomito auto-indotto, l’uso inappropriato di lassativi, l’uso inappropriato di diuretici, ma un sottogruppo compensa le abbuffate con comportamenti non eliminativi, come ad esempio il digiuno o l’esercizio fisico eccessivo. Nei casi tipici sono spesso presenti sintomi di depressione ed ansia e si può ricorrere all’abuso di sostanze e a comportamenti autolesionistici. Sono presenti anche alcuni comportamenti specifici, come ad esempio il body checking (controllare di continuo il peso e le forme correi) e gli evitamenti dell’esposizione del corpo, e la sensazione di essere grassi.  Tra le cause dei disturbi alimentari gli studi supportano l’ipotesi di fattori genetici e ambientali. Tra i fattori ambientali possiamo individuare esperienze traumatiche prima dell’insorgenza del disturbo dell’alimentazione, obesità nell’infanzia, obesità nei genitori, alcolismo nei genitori, ed altri fattori sociali che sensibilizzano l’individuo nei confronti del suo peso e forme corporee ed incoraggiano la dieta e la ricerca della magrezza. Altri fattori di rischio, infine, includono peculiari tratti di personalità come la presenza di bassa autostima o la tendenza al perfezionismo.

Numerose ricerche hanno dimostrato l’efficacia dell’approccio cognitivo comportamentale unito alla terapia farmacologica nella cura dei disturbi dell’alimentazione.  In particolare studi recenti hanno proposto un trattamento denominato CBT-MS che a seconda dell’entità del disturbo prevede una serie di passi:

1) ambulatoriale;

2) ambulatoriale intensiva;

3) day-hospital;

4) ricovero;

5) terapia ambulatoriale post-ricovero.